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  • Dr. E. Antonucci Ferrara

BAMBINI AUTISTICI DAL DENTISTA: DIECI COSE IMPORTANTI DA SAPERE.

Quando un bambino nello spettro autistico si reca per la prima volta dal dentista, è importante aver predisposto degli accorgimenti che possono determinare il successo della loro prima visita.

Non tutti gli studi dentistici possono essere idonei in qualsiasi orario ad accogliere il piccolo paziente.


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Ci sono centri odontoiatrici particolarmente affollati in certi orari che possono creare disagio e a volte reazioni oppositive per via delle sfide sensoriali che impongono al bambino. I rumori delle apparecchiature possono essere uditi già in sala d'attesa, cosi' come alcune luci possono risultare troppo forti da sopportare. Anche gli odori (disinfettanti, medicazioni, deodoranti, etc.) possono rappresentare un motivo di repulsione, spesso non verbalizzato dal bambino, ma che può scatenare una crisi di sovraccarico sensoriale (meltdown). Ci sono bambini che non vogliono essere toccati (ipersensibilità tattile) e che richiedono un particolare percorso di avvicinamento prima di poter essere visitati dal dentista (dieta sensoriale). Anche l'ambiente nuovo di uno studio dentistico per alcuni è un luogo da esplorare in ogni suo spazio mentre per altri richiede delle nicchie dove sentirsi protetti se l'ansia dovesse prendere il sopravvento.

Lo spettro autistico è però molto ampio, quindi è possibile trovarsi di fronte a soggetti non verbali, con i quali può risultare difficile comunicare, anche per via di un contatto visivo assente o deviante. Tuttavia è anche possibile incontrare un bambino molto verbale, che sembra neurotipico, ma che può avere problemi di processazione uditiva. Forse questa è la situazione più insidiosa perchè per il dentista è più facile dimenticarsi delle attenzioni speciali che deve rispettare.

Vorrei sottolineare che le procedure che seguono tendiamo a metterle in atto con tutti i bambini, perchè lo spettro autistico spesso si nasconde così bene, che può capitare di incontrare piccoli pazienti che non hanno ancora una diagnosi, o che hanno avuto un neurosviluppo difficile o rallentato, come accade nei casi di:


-basso peso alla nascita,

-prematurità e posmaturità,

-mancanza di ossigeno alla nascita, cioè ipossia o anossia,

-aspetti sindromici non ancora emersi o noti come la sindrome del cromosoma X fragile,etc.

-ADHD e altri disturbi pervasivi dello sviluppo in comorbidità,

-Disprassia e DCD, cioè disturbi dell'oranizzazione e della coordinazione motoria.


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Per evitare spiacevoli inconvenienti, la prima seduta deve essere preparata prima da una "procedura anticipatoria" che possiamo riassumere nel modo seguente:


1) Parlare prima con un genitore (meglio con tutti e due) per capire quali sono le sfide che deve affrontare quotidianamente la/il loro bambina/o e per conoscere i suoi punti di forza e gli eventuali argomenti che attraggono la loro attenzione (auto, bambole, treni, videogiochi etc.). Ovviamente tutto deve essere commisurato al livello di comprensione che compete all'età anagrafica e di sviluppo del bambino.


2) Visionare la documentazione prodotta sullo status della/del bambina/o da neuropsichiatri infantili, neuropsicomotricisti, logopedisti e altri terapeuti e raccogliere anticipatamente i dati anamnestici in modo da ridurre l'attesa nel momento della visita in studio. Cerco sempre un contatto telefonico con i terapeuti per avere preziose informazioni pratiche che a volte non compaiono nelle relazioni rilasciate ai genitori e alla scuola.


3) Preparare uno "storyboard", cioè una storia sociale (video, foto, slides, disegni) sulla struttura dello studio, i colori, le stanze, le persone, i riuniti, gli strumenti, etc. con le foto dello studio e degli operatori dello studio, in modo che possa familiarizzare con il luogo e trovare motivi d'interesse. Visonando questi ausili a casa con l'aiuto dei genitori e dei caregivers, possiamo creare una sorta di avvicinamento virtuale e stimolare la curiosità dei bambini nel vedere di persona quel posto.

A NOVAPEDIATRICA abbiamo preparato un video e un libretto in pdf scaricabile dal sito per garantire

ai bambini la possibilità di sapere dove andranno chi incontreranno e cosa faranno.


4) Per migliorare l'esito della prima visita ho ideato un questionario da sottoporre a tutti i genitori, che aiuta a a comprendere la maturazione sensoriale di qualsiasi bambino, senza necessità di avere una diagnosi. Si tratta del PROFILO SENSORIALE ODONTOIATRICO (PSO) un questionario composto da 40 domande con risposte modulate da 0 a 5, per valutare l'entità del problema, se esistente, ed essere preparati a ideare eventuali strategie alternative per aggirarlo. In questo modo possiamo evitare stimolazioni sensoriali negative che possono infastidire i bambini, mitigarle e se necessario aiutare i bambini a superarle per gradi.


5) Dotarsi di strumenti di attenuazione sensoriale (cuffie a sottrazione acustica, cuffie con la loro musica preferita, occhiali schermati, weighted blanket (coperta appesantita).


6) Informarsi sui gusti dei bambini: ad alcuni non piace la menta mentre ad altri non piace la frutta, che rappresentano i gusti principali di colluttori e paste per la profilassi che di routine si utilizzano su tutti i pazienti in studio.


7) Stabilire un orario per la visita a metà mattinata: i genitori non devono avere impegni pressanti a ridosso dell'appuntamento perchè i bambini percepiscono il nervosismo che può scaturire dai tempi lunghi riciesti dai preliminari della visita. Del resto si preferisce la mattina, anche a costo di saltare la scuola, perchè abbiamo la certezza che il bambino non abbia subìto a scuola sollecitazioni sensoriali che possano alterare il suo comportamento.


8) Giova anche che il bambino faccia una buona colazione due ore prima della visita ma con una ridotta quantità di liquidi, per non sollecitare il riflesso del vomito durante le manovre esplorative nella bocca. Terminata la visita potrà dissetarsi subito.


9) Il bambino non deve aspettare in sala d'attesa e deve essere accolto da tutto il personale, come si fa in una famiglia, e il dentista deve presentarsi possibilmente senza camice, e accompagnarla/o a visitare lo studio insieme al/ai genitore/i.


10) Il regalino finale.......è d'obbligo!


Rispettare questi aspetti cruciali che caratterizzano lo spettro autistico contribuisce a creare un buon rapporto tra bambina/o e dentista.

L'importante è che i genitori comprendano che si affronta tutto a piccoli passi: i tempi sono dettati dal bambino e dalla sua capacità di adattarsi alla nuova situazione che si dovrà ripetere ad intervalli regolari nel tempo, per assicurarsi il miglior risultato possibile in termini di prevenzione e per non perdere il risultato acquisito.

Per questo motivo la prima visita odontoiatrica di ogni bambino, neurotipico o neurodiverso, deve essere eseguita il più precocemente possibile e mai in condizioni d'emergenza. Le emergenze si riducono a situazioni episodiche se è stata condotta un'adeguata prevenzione attraverso una costante frequentazione dal vostro dentista di fiducia.

Dr. Enrico Antonucci Ferrara - Nova Pediatrica - Torino


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